09.11.2012 h 21:00
45^ Stagione Lirica di Tradizione
dal 3 ottobre al 25 novembre 2012
JESI, TEATRO G.B. PERGOLESI
DEDICATA A JOSEF SVOBODA nel decennale della scomparsa
venerdì 9 novembre 2012 ore 21 (TURNO C)
Jesi, Teatro G.B. Pergolesi
Melodramma in quattro atti
Libretto di Francesco Maria Piave e Andrea Maffei
musica di Giuseppe Verdi
Macbeth Luca Salsi
Banco Mirco Palazzi
Lady Macbeth Tiziana Caruso
Macduff Ji Myung Hoon
Malcolm Thomas Yun
direttore Giampaolo Maria Bisanti
regia Henning Brockhaus
scene Josef Svoboda
ricostruzione allestimento scenico Benito Leonori
costumi Nanà Cecchi
FORM - Orchestra Filarmonica Marchigiana
Coro Lirico Marchigiano "V. Bellini"
maestro del coro David Crescenzi
in coproduzione con
FONDAZIONE TEATRO LIRICO G. VERDI DI TRIESTE
FONDAZIONE TEATRO CARLO FELICE DI GENOVA
Nuovo allestimento
Melodramma in quattro atti, è la prima delle tre opere che Verdi scrive su soggetto shakespeariano, attratto dalle problematiche morali del teatro del drammaturgo inglese: il rapporto con la propria coscienza, la presenza del male nell’uomo, il desiderio di potere.
La parabola dell’eroe, che intraprende la via dell’ambizione e travolge tutto ciò che gli si oppone, viene sviluppata con grande rapidità. A Lady Macbeth si attribuisce la maggior responsabilità degli orrendi delitti compiuti dal marito e mentre lei sprofonda negli abissi della follia a Macbeth viene riservata una morte dignitosa, quasi “eroica” sul campo di battaglia.
Anche la dimensione che percepisce l’orecchio è sempre qualcosa che confonde le voci dell’interno, le voci della coscienza, con quelle esterne, che prendono la forma di lamenti, mormorii, colpi. Questo gioco su dimensioni subliminari, che riguardano la coscienza e la componente sovrannaturale, si traduce in partitura con un’attenzione straordinaria alle componenti timbriche e strumentali. Per la sublimità della scena del sonnambulismo, fulcro dell’opera insieme alla gran scena delle apparizioni, Verdi ricerca sonorità arcane, colori singolari anche per gli episodi delle streghe e sempre e ovunque la presenza del cromatismo, veste sonora del male, del soprannaturale, del demoniaco.