dal 12.05.2012 al 29.06.2012
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Baccanti di Euripide
Il dio Dioniso, figlio di Zeus e di Semele, giunge in forma umana a Tebe, patria della madre, per punire, travolgendone le menti, quanti hanno dubitato della sua natura divina. Rese folli dal dio, le donne tebane e le figlie di Cadmo, che lo avevano misconosciuto, sono ora fuggite sui monti, per celebrare i riti dionisiaci, mentre il dio si è lasciato volutamente catturare dal re Penteo ed incatenare all’interno della sua reggia. E’ lo stesso Dioniso a raccontare i fatti, nel prologo del dramma.
Il delirio dionisiaco si diffonde ora per tutta la città: anche il padre di Semele, Cadmo, e l’indovino Tiresia celebrano la potenza del dio. Solo Penteo, figlio di Agave, è deciso ad opporsi alla follia ispirata da Dioniso, ma quando le donne si recano sul monte Citerone per celebrarne i misteri, si lascia convincere dal dio a seguirlo sul monte, travestito da donna, per spiarle. A questo punto, la madre di Penteo, Agave, sorella di Semele, e le Baccanti in preda al delirio dionisiaco lo scambiano per un leone e lo fanno a pezzi. Venuto al corrente dell’accaduto, Cadmo ricompone le membra di Penteo e per ultimo trova il suo capo nelle mani della madre: solo adesso Agave riconosce con orrore il figlio in quella che credeva la testa del leone, esibita come un trofeo. La vendetta è compiuta. Dioniso appare ora dinanzi a Cadmo che piange la morte di Penteo: le sventure accadute derivano dal non aver onorato la potenza del dio. Cadmo soffrirà ancora finché, mutato in drago, sposerà Armonia e troverà pace.
Datazione incerta. Tra il 405 e il 403 a.C.
Personaggi in ordine di apparizione
Dioniso
Coro di Baccanti
Tiresia
Cadmo
Penteo
Soldato
Bovaro
Messaggero
Agave