SEGESTA FESTIVAL 2011 - TEATRO ANTICO: CASSANDRA


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SEGESTA FESTIVAL 2011 - TEATRO ANTICO: CASSANDRA

11.08.2011 h 21:00

e il contributo di Massimo Fini
drammaturgia Elisabetta Pozzi, Aurelio Gatti
con Elisabetta Pozzi
Hal Yamanouchi
e con Carlotta Bruni, Rosa Merlino, Martina Armaro
musica originale Daniele D’Angelo
coreografie Aurelio Gatti
costumi Livia Fulvio
MDA Produzioni Danza in coproduzione con MISTRAS e Teatri di Pietra

Un nuovo lavoro dedicato a una figura tra le più fragili delle eroine classiche, con la straordinaria Elisabetta Pozzi come protagonista di una drammaturgia ricca di suggestione ispirata a Euripide, Omero e Virgina Wolf. Attraverso il mito di Cassandra si giunge all'idea di una consapevolezza "solitaria" del percepire l'imminente , quasi a suggerire l'esistenza di una empatia universale, in cui la tragedia non è quanto avviene, ma l'impotenza a comunicarlo. Una messa in scena che prosegue l'esperienza di Sorelle di Sangue – Crisotemi e che si caratterizzata per l'uso di diversi codici espressivi: la musica, la danza e la parola – per restituire una lirica del tragico, scarna ed essenziale, in cui la contemporaneità "passa" attraverso l'interprete diventando significato del presente. Profetessa inascoltata, ancora bambina, alla nascita di Paride predisse il suo ruolo di distruttore della città, profezia non creduta da Priamo ed Ecuba ma confermata da Esaco, interprete di sogni, che consigliò ai sovrani di esporre il piccolo sul monte Ida. Paride però si salvò e quando divenne adulto tornò a Troia per partecipare ai giochi e durante la competizione, fu riconosciuto dalla sorella, che chiese al padre e ai fratelli di ucciderlo, scatenando la reazione contraria, facendo ritornare il giovane Paride al suo rango originale di principe. Profetizzò sciagure quando il fratello partì per raggiungere Sparta, predicendo il rapimento di Elena e la successiva caduta di Troia. Ritenuta una delle più belle fra le figlie di Priamo ebbe diversi pretendenti. Quando il cavallo di legno fu introdotto in città, rivelò a tutti l’inganno, ma rimase inascoltata. Solo Laocoonte credette alle sue parole e si unì alla sua protesta, venendo per questo punito dal dio Poseidone, che lo fece uccidere da due serpenti marini assieme ai figli.


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